La Costituzione Italiana, Art. 3 : Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
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giovedì 1 dicembre 2011

Silenzio e supponenza di un’Amministrazione locale


Farò solamente alcune considerazioni, argomentandole, 
senza entrare nel merito del progetto “Nuovo Polo Scolastico”; soffermandomi solo sul comportamento tenuto dall’attuale Amministrazione alla quale, ci tengo a precisarlo, anche io ho dato il mio voto.

Prima considerazione: «la maggior parte dei politici coltivano solo il loro personale interesse».

Mi chiamo Roberto Bulgarelli, sono sempre stato e sempre sarò di sinistra, benché io provenga da una famiglia sciaguratamente legata agli idealismi fascisti che tutti ben conosciamo; idealismi fascisti che ci hanno rallentato, dopo una prima accelerazione all’inizio del “ventennio”, con una guerra costata milioni di vittime oltre alla distruzione del territorio; che ci hanno continuato a rallentare, negli ultimi cinquant’anni, in una forma più blanda incarnata dalla Democrazia Cristiana prima, e da una classe politica becera ed incompetente poi. Il mio impegno è quello di superare lo scoglio del dualismo Destra/Sinistra, che ci ha portato all’empasse attuale, concretizzando divisioni anche dove non ve ne era ragione alcuna, e configurando lo stato attuale della politica, relegandone il compito ad un mero sostegno di casta con logiche di appartenenza assurde oltreché, oggi, obsolete, tralasciando quasi completamente il bene della collettività. La politica in Italia si è contraddistinta per familismo, corruzione, incompetenza, negligenza; incapacità, più o meno velata da dialettiche puramente retoriche, tese solo a dissimulare il “nulla di fatto” che costantemente mi ha accompagnato nelle constatazioni dello Stato Sociale in cui mi trovo. Le uniche conquiste, a livello sociale, furono ottenute a prezzi anche molto alti, dalle Lotte Sindacali Operaie, dalle Lotte Femministe, che, negli anni Settanta, riempirono le piazze, e costrinsero la Politica ad occuparsi dei problemi reali che allora c’erano, e che si stanno riaffacciando prepotentemente oggi. Siamo stati governati per decenni da persone che hanno unicamente coltivato il loro personale interesse e che hanno contribuito, in un modo o nell’altro, ad escludere e/o limitare il potere di chi, invece, avrebbe potuto far politica seriamente; questo ancora oggi.

Seconda considerazione: «domandare è lecito, rispondere è cortesia».

Voglio chiarire una volta per tutte, così da non aver più bisogno di tornare sull’argomento, che se qualcuno, persona o gruppo, che io ho appoggiato perché accomunato da idee e/o corrente, ma anche stima, dovesse fare qualcosa che non condivido, che mi crea dubbi e relative domande, mi sento in diritto di sollevare le mie perplessità, LIBERAMENTE, altrimenti non siamo più in uno stato di diritto. Altresì mi aspetto che questa persona o gruppo mi dia delle risposte, soprattutto se i miei dubbi sono argomentati con chiarezza, se le domande sono pertinenti alle tematiche amministrative pervicacemente portate avanti senza che qualcuno si possa frapporre fra esse e la loro applicazione, e nel caso in cui lo faccia sia al prezzo del dileggio, dell’accusa di appoggiare la parte avversa ed, in fine, del non essere considerato come valido interlocutore; in buona sostanza zittito senza alcuna speranza di intervenire e di avere chiarimenti nel merito. Ricordiamoci che se c’è una certa Amministrazione, ciò è dovuto anche al mio voto, a quello di tanti altri compaesani, oltre a me, che hanno seri dubbi sulla scelta di costruire un edificio di quel tipo; e l’atteggiamento dell’Amministrazione, che non tende affatto a far chiarezza, non potrà che determinare disaffezione e metterla in cattiva luce, avallando ipotesi di traffici, di appalti clientelari tesi a promuovere politiche col solo scopo di trovare soldi per foraggiare imprese legate all’Amministrazione, o ad alcuni membri di essa, con patti oscuri, o accordi nebulosi, forse al limite della legalità. Questo non va bene. Fosse anche solo un membro della collettività a sollevare dubbi, è giusto che siano chiariti, perché l’indebitamento estremo al quale si va incontro riguarda anche lui, anche lui risentirà della mancanza di fondi per qualsiasi tipo di intervento che andranno a peggiorare il tenore di vita del paese intero. Ora però non si dica che ho scritto che questi patti o accordi ci siano, eh! Vi conosco furbetti! Ho solo scritto che il comportamento può determinarne, insinuarne il sospetto: sta a chi è chiamato in causa dissiparlo!

Terza considerazione: «trasparenza e correttezza».

Ma veramente si pensa di argomentare il fatto che la scuola è in declino, che non ci sono neppure i soldi per i gessetti o per la carta igienica ma che però si possano spendere milioni di euro per una scuola nuova che sarà comunque senza gessetti, senza carta igienica, con maestre precarie e con gli scuolabus a secco, con la scusa, assolutamente vera, per carità!, del governo peggiore che l’Italia abbia avuto dal dopo guerra ad oggi? Per favore, dài! Non insultiamo l’intelligenza! Certo che gli stipendi e i soldi per la gestione scolastica dovrebbero arrivare dallo Stato, ma se non arrivano che facciamo? È meglio trovare strade per il risparmio e indirizzare un po’ di soldi laddove ce ne sia necessità anche se non è di competenza, o è meglio impegnare immensi capitali su opere che comunque offrirebbero, anche una volta ultimate, gli stessi problemi gestionali che abbiamo ora? Io voglio solamente capire. Voglio che qualcuno, eletto anche da me, mi spieghi perché e percome sia assolutamente necessaria l’opera faraonica che ci attende; voglio che qualcuno mi spieghi perché non sia stata fatta una perizia sull’esistente e perché molte persone siano convinte che esista: chi glielo ha detto? E non ci si azzardi, come al solito, a indicare il MoVimento 5 Stelle di Lagosanto come alleato o simpatizzante della destra: nulla di più falso! Io con quelle persone non ho nulla a che fare; pare anzi che abbia molta più affinità l’Amministrazione con loro, visto il metodo poco trasparente con cui conduce la sua politica, facendo suo il modo di sottrarsi al dialogo che contraddistingue la politica più becera; attaccando o facendo attaccare chi LEGITTIMAMENTE ha dubbi, dileggiandolo e facendolo apparire come uno sprovveduto caduto nelle mani avversarie! Vergognarsi, scusarsi e rispondere alle domande, per favore, grazie.

Quarta considerazione: «nessuna disponibilità da parte dell’Amministrazione al dialogo».

Nessuno, ribadisco nessuno, ha mai messo in dubbio la professionalità e la serietà del nostro Sindaco. I dubbi salgono ora, quando si nota, con rammarico, il silenzio che si leva come un muro alle nostre domande; alle invettive inutili e cattive che si leggono in risposta sui giornali (anche qui, come seguito a questa lettera), le quali farebbero ridere, se non fossero così tragiche perché di compaesani tesi solo a delegittimare chi legittimamente fa una domanda. Farebbero ridere per la loro mancanza di pertinenza con le questioni sollevate, e per il goffo tentativo di sviare l’attenzione dal problema che c’è, adducendo a fantomatiche collaborazioni con chi, invece di considerarlo come un avversario politico, è visto come il nemico. Se il problema non c’è allora fatemelo capire, ragioniamo! Caspita, è così difficile?!? La Democrazia presuppone dialogo, ma la democrazia rappresentativa, come quella che abbiamo in Italia, sta esplodendo in tutti i suoi difetti, il primo dei quali è, che una volta eletti i rappresentanti, non si consultano più gli elettori nelle scelte che li riguardano; non pretendo che si faccia un istituto come quello svizzero, l’Istituto Scientifico per la Democrazia Diretta, ma vogliamo almeno cominciare a consultare i cittadini e ad ascoltare le loro istanze?

Quinta considerazione: «la Democrazia è ostacolata».

Friedrich von Hayek (prendiamo in considerazione le cose buone che ha detto, tralasciando, in questo contesto, la sua corrente di pensiero) spiega molto bene come le società abbiano bisogno di maturare, ma anche di imitare gli esempi vincenti in cui le società abbiano trovato un modo di amministrarsi in maniera soddisfacente per tutti; di come la maturazione sia spesso frutto di esperienza con le scelte sbagliate, e di come queste esperienze siano maturate a livello inconscio, dovendo rimediare in quei casi ai disastri compiuti, tutto perché non si è attuata una Democrazia Diretta, trovando poi, proprio in quella Democrazia Diretta la risposta ai disagi, alle problematiche Amministrative e sociali, dovute unicamente al modo di gestire la politica, che fino a quel momento era stata rappresentativa. Consiglio la lettura del libro “Democrazia dei cittadini” di Paolo Michelotto, scaricabile gratuitamente dal suo sito internet.
Perché non cominciare ora a consultare le idee di tutti i cittadini? La cosa può solo migliorare i rapporti con la popolazione e dimostrerebbe una voglia di innovazione nuova, non ancora presente in Italia, e che potrebbe essere la chiave di volta per superare i momenti difficili in cui ci troviamo, dando una speranza a tutti che ci siano persone che si occupano del pubblico con onestà. L’unico motivo per cui questa Democrazia Diretta è ostacolata in tutti i modi, è la paura di perdere il potere, il privilegio acquisito; ci si arrocca dietro posizioni vecchie perché irrazionalmente si rifiuta il nuovo che avanza, e lo si rifiuta nonostante gli esempi virtuosi che sono fioriti in tutto il mondo, emblema di ciò è la vicina Svizzera, che non è sicuramente un paradiso, ma basta informarsi un po’ per capire da soli che la popolazione è molto più soddisfatta della politica e, soprattutto, ne è impegnata in prima persona, con una competenza straordinaria, maturata proprio grazie alla Democrazia Diretta, che responsabilizza gli individui e ridimensiona drasticamente il potere dei politici, costringendoli al dialogo e facendoli agire per il bene comune, anziché per la loro lobby.

Insomma, io vorrei il dialogo, il confronto di idee. Mi rattrista molto l’avere a che fare con stupide discussioni fuorvianti, che invece di rispondere alle domande rimandano a conflitti inesistenti, a diatribe create ad hoc per distrarre dal problema in oggetto. O siamo persone e ci si rispetta e ci si confronta, o siamo popolino da comandare e signorotti al potere. Ricordo solo che, nella seconda ipotesi, storicamente non è mai finita bene, ed il prezzo da pagare per chi detiene il potere senza la giusta ragione è sempre stato alto. La guardia è alta, la resa non è contemplata; non ho i mezzi se non quelli della volontà e della caparbietà nel perseguire un Ideale Democratico che porti al bene comune: non mi arrenderò mai alle logiche politiche attuali, e come me non lo faranno milioni di cittadini, forse miliardi; prima ci si renderà conto di questo meno sarà il danno arrecato da recuperare.

Roberto Bulgarelli

giovedì 3 dicembre 2009

L’illusione dell’individualismo

L’altro giorno ho letto, portatomi all’attenzione da un amico che ha un canale youtube (si chiama 884C25),
una lettera veramente struggente di un uomo che parla al figlio ormai adulto, (questo è il collegamento all’originale).
Ad un certo punto dice:” Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti”
Non sono d’accordo su questo.
A mio avviso, questa società, è falsamente individualista.
Ed è esattamente lo scopo che si prefiggono le lobby che hanno enorme potere, al fine di pilotare le masse: ci vendono un miraggio di individualismo.
Nel vero individualismo, non è vero che non si tiene conto del prossimo. Questo è egoismo.
Infatti, l’individualista “buono”si accorge subito di chi lo prende in giro.
E’ lampante, ad esempio, che quei signori che fanno politica, badano, innanzitutto, al loro interesse personale. Egoismo.

Purtroppo tutto il resto della lettera che l’uomo scrive al figlio, è condivisibile, ovviamente in un’ottica di rassegnazione.
Non vedendo una via d’uscita dal labirinto politico che, grazie(e non ci si può stancare di ripeterlo)anche ad un’opposizione inesistente, anzi connivente, si è venuto a creare.
Ovviamente io non sono laureato. Non ho impiegato tanti anni della mia vita a studiare, per poi trovarmi con un nulla (o quasi) di fatto.
Forse è per questo che preferisco rimanere.
Sgobbare, magari impiegare un po’ di tempo per diffondere queste idee con un gruppo di amici, sul web.
Lottare come posso, insomma.

L’individualismo è insito in ognuno di noi. Quello che si deve imparare è amare il prossimo, o per lo meno rispettarlo.
Esattamente quello che viene demonizzato dalle tv, attraverso i così detti reality, attraverso un’informazione sapientemente pilotata,
attraverso la programmazione di talk show più o meno discutibili, che non fanno altro che alimentare le tensioni tra gli individui mediante il miraggio di una vita fatta di cose futili e materiali.
Facendo accantonare qualsiasi critica doverosa alla visione di persone che si sbranano per un secondo di apparizione televisiva: tutto falso! Pianificato!
L’individualista vero non si lascia accalappiare da questi sotterfugi: in lui è lo spirito critico.
Per questo non posso perdonare quelli che hanno lasciato accadere, senza muovere un dito, ciò che ora sta accadendo in Italia.
Albert Einstein ha detto: "Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare."
Ora credono di farci cadere (parlo della pseudo - sinistra) nel tranello che loro sono contro questo modo di fare politica. Ma dov’erano quando si poteva fare una legge contro il conflitto di interessi?
Dov’erano quando si è fatto lo scudo fiscale ai mafiosi?
Erano ad intascare la loro vittoria di casta: stipendi da favola, privilegi da favola, ed un bel calcio in culo al popolo!
E’ stato sufficiente far finta di fare opposizione.
Il fatto è che continuano così ancora ora! Questi sono individualisti egoisti!
Ci vendono un miraggio di individualismo che non fa altro che alimentare l’astio tra le persone!
Ma pensare al proprio bene è ben altro! Allora non ci si ridurrebbe ad auto distruggerci, perché da uno sbaglio si impara, e non lo si fa più!

Invece eccoci.
Stiamo diventando un popolo di indifferenti. Superficiali ed indifferenti, sulla spinta di questo individualismo egoista che contraddistingue la nostra classe politica,
e che ci sta pericolosamente spingendo in una deriva oligarchica.
Antonio Gramsci diceva dell’indifferenza:
“L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.”( Antonio Gramsci - Indifferenti - 11 febbraio 1917)
Questo è il vero.
Il falso individualismo dal quale l’italiano medio viene affascinato, genera l’indifferenza.
Noi, individui, dobbiamo combattere questa indifferenza, dobbiamo essere solidali con chi sta male, ed aiutarli, ognuno con le proprie possibilità.
Dobbiamo ascoltare chi si lamenta, per capire il perché. E basta accontentarsi del meno peggio! E’ stato così che anni di lotte sindacali sono finite nel cesso!
Ed è stato così, cioè pensando “meglio così che peggio”, che ci ritroviamo una classe politica colma di pregiudicati ed indagati.
Abbiamo una cosa fondamentale da fare: smettere di essere passivi davanti a tutto quello che ci si para davanti.Meglio dubitare di tutto che prendere una cosa di troppo per vera: quell’unica cosa alla quale abbiamo creduto, rivelatasi falsa, ci potrà causare danni devastanti.